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BARI
GIUS. LATERZA & FIGLI
TIPOGRAFI—EDITORI—LIBRAI
1911
ALBUMAZAR astrologo
RONCA |
ARPIONE | furbi
GRAMIGNA |
PANDOLFO |
GUGLIELMO | vecchi
CRICCA servo
Vignarolo
EUGENIO figliuolo di Pandolfo |
LELIO figliuolo di Guglielmo | giovani
ARTEMISIA figliuola di Guglielmo |
SULPIZIA figliuola di Pandolfo |giovane
BEVILONA cortigiana
ARMELLINA serva.
La scena dove si rappresenta la favola è Napoli.
ALBUMAZAR astrologo, RONCA, ARPIONE, GRAMIGNA furbi.
ALBUMAZAR. O miei cari compagni e commilitoni Ronca, Arpione eGramigna, che in questo nobilissimo essercizio della busca, cioè farsuo quel che è d'altri, cosí egregiamente e cosí valorosamente vi sèteportati meco—tu, Ronca, roncheggiando; tu, Arpione, arpizzando; e tu,Gramigna, stendendo le tue radici per tutto e gramignando quantoafferri;—e come novi Soloni—che il giorno attendeva alle cosepubliche e la notte scriveva le leggi d'Atene—voi virtuosamentespendendo l'ore, il giorno insidiando alle borse e falsando monete,scritture, processi e polize al banco, e la notte dando la caccia allecappe e a' ferraioli, facendo sentinelle per le strade per dareassalti alle porte de' palazzi e batterie alle botteghe—che sono lenostre sette arti liberali:—come uomini di sottilissimo ingegno evalorosissimi guerrieri sempre sète tornati a casa trionfanti ecarichi di spoglie ostili e di trofei de nemici, e ne avete conseguitigrandissimi onori.
RONCA. Ed io ne ho aúto parte degli onori, che fui fatto re diCartagine, con la corona in testa circondando la cittá a cavallo, conriputazione a suon di trombe, con giubilo de' figliuoli e conallegrezza e concorso di tutto il popolo, non mancando chi miscacciava le mosche dalle spalle.
ARPIONE. Ed io ne sono stato governatore tre volte della Galilea, econ uno scettro di quaranta palmi in mano ho administrato giustizia aquei popoli.
GRAMIGNA. Né io manco di voi: sarei fatto re della Piccardia, chégiocando desiderava danari e mi vennero tre bastoni, ma Rubasco,nostro compagno, per mostrarsi uomo piú valente di me, volseprevenirmi e me li tolse di mano.
RONCA. E come cavalli di buona razza ne portiamo i segni alle spalle,con bolle e patenti espedite a gloria del mestier nostro.
ALBUMAZAR. E con la dottrina che vi ho insegnato, avete fatto cosífelici progressi nell'arte, come non dar credito alle parole d'altrima avere sempre l'occhio alle mani, non attendere quello che sipromette, non aver fede né osservar fede né dar fede alle fedid'altri, avere le bugie piú pronte che le lagrime delle donne, tenernesempre apparecchiati gli magazzini sotto la lingua; ché questi sono icondimenti dell'arte nostra e le mercanzie che tengono aperto ilnostro fondaco, ricordandovi che la