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TRE RACCONTI SENTIMENTALI

DI
PAOLO BETTONI

Proprietà letteraria dei Tipografi-Editori.

Illustrazione: —Signore, rispose Antonio…. io suono per la primavolta e forse per l'ultima….

BETTONI. Vizio, miseria e virtù, Pag. 34.

TRE RACCONTI SENTIMENTALI

  1.°
  VIZIO, MISERIA E VIRTÙ

  2.°
  UN GENTILUOMO MENDICO

  3.°
  UN AGNELLO FRA DUE LUPI

DI
PAOLO BETTONI
MILANO PER BORRONI E SCOTTI

1855.

VIZIO, MISERIA E VIRTÙ

In un viottolo poco lungi dalla Piazza Castello in Milano avvi unacasaccia coi muri qua e là screpolati e puntellati, una casacciaumida, o scura, immonda e dotata di tutte le qualità necessarie perdestare ribrezzo in chiunque non abbia i sensi ottusi e grossolaniaffatto. Questa schifosa e pericolosa catapecchia è abitata da dieci ododici inquilini, tutta gente miserabile, che sta in armonia colluogo, gente cenciosa, di cattivo odore e di sinistro o malaticcioaspetto. Pare impossibile che vi sia un uomo abbastanza sfrontato daconfessarsi proprietario di un tale ammasso di pietre guaste, dilegnami tarlati e di ferramenta corrose dalla ruggine. Si crederebbeche questo lurido albergo fosse per vergogna abbandonato in perpetuo achi ha il coraggio di abitarlo. Ma non facciamo paradossi, nè straneosservazioni a danno della verità. Non vi è cosa materiale al mondo, esia pur vile e spregevole, purchè utile, la quale non appartenga ad unpadrone, sempre pronto con tutte le sue forze a difenderla dalleusurpazioni, e far valere i suoi diritti di proprietà. Anche la casain proposito ha dunque un padrone, il quale è visibile alle scadenzeper riscuotere il danaro degli affitti, danaro scaturito in complessoda tre fonti, vale a dire dal lavoro, dall'elemosina e dal delitto. Alpadrone non importa un cavolo di queste provenienze: egli badasoltanto se le monete sono di buona lega e di giusto valore. Chi nonpaga puntualmente la pigione deve sloggiare senza misericordia. Perverità non sarebbe un castigo l'abbandonare quella fetida tana, ma ilguajo si è che bisogna lasciarvi i mobili. Mio Dio, i mobili! Sì, sì,questa parola indica tanto la bella e preziosa suppellettile delricco, quanto i vecchiumi e gli stracci del povero. Ci vorrebbero duenomi diversi per significare due cose diverse. I morbidi letti, glispecchi dorati, le intarsiature, i vasi del Giappone, i divani e lepoltrone di velluto sono arnesi differenti dai grossolani pagliericci,dai rappezzati e smilzi materassi, dalle tavole greggie e dondolanti,dalle cassapanche rovinate, e dalle scranne di paglia dure ezoppicanti. La parola mobili pare alle volte uno scherno, quando nonsi voglia considerarla come la parola uomo, che esprime tanto ilprincipe quanto il facchino. Ma non proponiamo inutili riforme, eseguitiamo a chiamar mobili quelli del ricco e quelli del poveroindistintamente. Sarebbe piuttosto da impedire che il secondo non nefosse molte volte spogliato, come il primo è sicuro di non esserlomai. Bello, ma impossibile voto finchè vi saranno pigionali che nonpossono pagare, e padroni che vogliono essere pagati. Quello dellacasa screpolata e puntellata è il più feroce e inesorabile deipadroni. Ad ogni

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