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COMMEDIE DEL CINQUECENTO

A CURA DI IRENEO SANESI

VOLUME PRIMO

  BARI
  GIUS. LATERZA & FIGLI
  TIPOGRAFI—EDITORI—LIBRAI
  1912

PROPRIETÁ LETTERARIA
GENNAIO MCMXII—30148

GL'INGANNATI

DEGLI ACCADEMICI INTRONATI DI SIENA

RECITATORI DELLA COMEDIA

  GHERARDO vecchio
  VIRGINIO vecchio
  CLEMENZIA balia
  LELIA fanciulla
  SPELA servo di Gherardo
  SCATIZZA servo di Virginio
  FLAMMINIO innamorato
  PASQUELLA fante di Gherardo
  ISABELLA fanciulla
  GIGLIO spagnuolo
  CRIVELLO servo di Flamminio
  Messer PIERO pedante
  FABRIZIO giovinetto figliuolo di Virginio
  STRAGUALCIA servo del pedante
  AGIATO oste
  FRULLA oste
  FANCIULLINA figliola della balia.

PROLOGO

Io vi veggio fin di qua, nobilissime donne, meravigliare di vedermivicosí dinanzi in questo abito e, insieme, di questo apparecchio come senoi avessimo a farvi qualche comedia. Comedia non vi dovete pensare:ché, infin l'anno passato, voi poteste conoscere che l'Intronati avevanoil capo ad altro che alle comedie; e poi vedeste, l'altro giorno, qualfusse intorno alle cose vostre l'animo loro e che non volevano piúvostra pratica né venirvi piú dietro, come quelli che non gli piacevapiú essere morsi, rimenati per bocca e tocchi fino al vivo da voi. Eperò abbruciarono, come voi vedeste, quelle cose che gli potevano fardrizzare la fantasia e crescer l'appetito di voi e delle cose vostre.Ora vi voglio cacciar questa meraviglia del capo. Questi Intronati, adirvi 'l vero (e crediatemi, ch'io gli ho sentiti), si dolgonostrettamente d'essere entrati in questo farnetico ed hanno una granpaura che voi, come quelle che avete di che, non pigliate quella lorfacenda per la punta di modo che, per l'avvenire, voi glie ne teniate lalingua e gli voltiate le spalle ogni volta che gli vedrete. E, perquesto, m'hanno spinto qui per imbasciadore, oratore, legato,procuratore o poeta, pigliatel come v'entra meglio nella memoria. Io mitruovo il mandato ampio, in buona forma. Prestatemi la fede vostra;altrimenti gli è forza ch'io vel mostri, ché l'ho portato meco. Dicoch'io so' qui a posta per far questa pace e rappiccarvi insieme conloro, se ne sète contente; ché, a dirvi il vero, le lor facende, senzavoi, son fredde e presso che perdute e, se non ci si ripara, se ne vannoin un zero. Fatelo, eh! fatelo, donne; ché ve ne metterá bene. Voiconoscete pur la natura loro: che, se voi gli volgete una volta gliocchi un poco pietosi, e' si lasceranno maneggiare, portar per bocca (davoi, però, non da altri, ché non starebbon forti) e straziare, toccarnel vivo con le parole, coi fatti, star di sopra a ogni cosa e essersempre le prime voi. O che volete? sète contente? faretelo o no?… Voinon rispondete? Non lo negando, questo è buon segno. Mirate s'elli hannovoglia di farlo, questo accordo! che, quasi in tre dí, hanno fatto unacomedia; e oggi ve la voglion far vedere e udire, se voi vorrete. Eccoche voi sapete ora quel che vuol dire questo apparecchio, chi io sono equello ch'io vi faccio d'intorno. Questa comedia, per qu

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